Josefov

Il quartiere ebraico di Praga fa parte del quartiere Staré Mésto, il centro storico cittadino all’uscita della stazione della metropolitana di Staro Mesto, nella parte settentrionale del centro storico di Praga. La presenza ebraica a Praga è una delle più antiche d’Europa, documentata fin dal X secolo. Territorio di quasi 100.000 metri quadrati isolato con cancelli di ferro dal resto dell’abitato e con case, vicoli e cimitero addossati l’uno all’altro fra le strade dell’odierno quartiere di Malá Strana, il ghetto definì i propri confini solo nel XIII secolo. A lungo i membri della comunità ebraica furono costretti a valicare quest’arca solamente se muniti di evidenti segni di riconoscimento; periodicamente pogrom e rovinosi incendi causarono loro danni gravissimi.

Solo nel 1850, dopo che nel 1784 Giuseppe II d’Asburgo ebbe riconosciuto agli ebrei i diritti sociali e politici eliminando i confini fisici del ghetto, – dal nome dell’imperatore – di- Josefov venne parte integrante della città come Pátá Ctvrt, o ‘quartiere cinque’. Alla fine del XIX secolo soprattutto per via delle sue cattive condizioni igieniche si decise di risanare e razionalizzare il quartiere ebraico; la distruzione risparmiò solo gli edifici storici: le sei sinagoghe, il municipio e il cimitero. Nel secolo scorso Josefoy fu praticamente spopolata dalle deportazioni naziste e oggi rimane ben poco di quella che un tempo fu forse la più importante comunità ebraica d’Europa.

La strada principale del quartiere è via Parizska, creata alla fine del XIX secolo come una delle arterie più eleganti della città, sulla quale affacciano edifici che presentano una mescolanza di stili gotico e barocco.

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