Inclusa nell'elenco del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco dal 1995, è la città d'arte boema più nota dopo Praga grazie alle belle case gotiche,

rinascimentali, barocche, neoclassiche del suo centro storico. Sita a una sessantina di chilometri a est di Praga vicino al corso dell'Elba, nel corso della storia la città acquisì grande importanza economica e commerciale  grazie alla vicinanza di numerose e ricche miniere di argento (il nome della città in lingua ceca significa 'montagna delle miniere') che durante il medioevo garantivano da sole un apporto annuo di circa 20 tonnellate di metallo prezioso. Fra il XIII e il XVI secolo Kutná Hora fu città regia, seconda per importanza solo a Praga e a lungo la sede della zecca reale boema. Nei secoli successivi la città decadde progressivamente a causa delle guerre hussite e di un grave incendio nel 1421; il suo astro declinò agli albori dell'era moderna alla scoperta delle Americhe, quando l'estrazione di argento e dei metalli preziosi per via dei costi inferiori sì spostò nelle miniere del Nuovo Mondo.

Caratterizzato da una fitta trama di vicoli con numerosi edifici e case in vari stili, dal gotico al rinascimentale, dal barocco al neoclassico, il centro di Kutná Hora ruota intorno a piazza Frantisec Palaci o Palacky, intitolata al grande storico del XIX secolo e un tempo sede del municipio in stile gotico prima che fosse distrutto da un incendio nel 1770; ora conserva molte case d’epoca sul lato ovest, nella limitrofa via Sultysova, un colonna della Vergine dei 1713-15. Da qui si snoda il percorso della via Husova che lungo una tortuosa rete di piccole strade conduce a un ex convento delle Orsoline tornato di proprietà della Chiesa nel 1989 dopo la caduta del regime comunista nel 1989, alla Kamenny dúm e alla piazza al Corte italiana. La Kamenn dúm o “casa di pietra”', realizzata nel 1490 è il principale edificio gotico locale e presenta all'esterno dei decori, il caratteristico vestibolo un frontone con la Madonna con Bambino al centro e Adamo ed Eva sotto l'albero della conoscenza sui lati; all'interno un’esposizione di utensili di uso quotidiano dal 1600 al 1800.

La chiesa di san Giovanni Nepomuceno accessibile dal 2000 dopo un lungo restauro è la sola costruzione di culto barocca della città. Eretta negli anni 1734-50 da Frantisek Maxmiliàn Kanka e modificata nell'aspetto attuale da Kilian Dientzenhofer, ha begli affreschi del 1752 e statue di santi inserite nelle nicchie della facciata. Di fronte alla chiesa sorge la Kamenny kasna o Fontana di Pietra, il più bel monumento dell'architettura tardogotica dei 1495. Altri due simboli di Kutná Hora sono la colonna della Peste, gioielo barocco del gesuita Baugut a ricordo dell'epidemia del 1713 che uccise oltre 6000 persone, e la torre del], parrocchiale cittadina della chiesa di san Giacomo, alta 82 m e iniziata intorno al 1330 la chiesa a tre navate a sala conserva un altare maggiore del 1678 con una pala di Peter Johann Brandl. Sulla piazza affaccia anche la corte italiana che, progettata all'inizio del XIV secolo come sede della zecca reale e residenza degli artigiani coniatori, prese il nome dall'apporto dei lavoratori italiani alla costruzione e di esperti toscani per le norme di conio. In seguito la Corte fu utilizzata per un certo periodo come dimora temporanea dei reali di Boemia, poi nel 1471 fu la sede dell'incoronazione di re Ladoslao Jagellone. Oggi espone la collezione di attrezzi per il conio e adibisce alcuni saloni a riunioni e ricevimenti. Nel cortile centrale sorge la cappella di Venceslao IV, realizzata nel 1497. Lo sviluppo culturale della città fu influenzato dall'arrivo dei gesuiti che vi costruirono opere interessanti, come il Collegio Gesuita in via Barborská, imponente edificio realizzato dall'architetto Gian Domenico Orsi a nel XVll secolo, la galleria di statue sul ponte prospiciente, realizzato dagliarchitetti gesuiti che intendevano tracciare una “via reale” dalla chiesa di santa Barbara alla Corte Italiana, simile a quella che a Praga conduce dal Klementinum al Castello di Praga. Sulla sommità di una rupe sorge la monumentale chiesa di santa Barbara o santa Vergine Barbara, il più celebre edificio di Kutná Hora, il monumento più pregevole della Boemia e un'opera unica dell'architettura tardo gotica, proclamata monumento culturale nazionale nel 1995. Riconoscibile da lontano per il tetto a tenda con tre vertici, la chiesa fu eretta in posizione dominante lungo il corso del fiume Vrchlice in tre distinti momenti da tre architetti diversi.

Voluta dalla corporazione dei minatori che la dedicarono alla loro patrona, la costruzione della chiesa si protrasse per oltre 500 anni anche a causa delle frequenti guerre che ne interrompevano a più riprese i lavori. L’edificio in stile gotico ostenta magnificenza e imponenza, ma rimaneggiamenti e stili si sovrapposero in modo non sempre armonico; si ammirano le cinque navate con volte reticolate gotiche, il grande pulpito rinascimentale e le vetrate realizzate all'inizio del secolo scorso.

Nelle vicinanze si trova l'ex cappella dei Corpus Domini considerata da sempre parte integrante della chiesa di santa Barbara: la costruzione della cappella mortuaria a due piani con l'Ossario fu iniziata verso il 1380 ma la porzione superiore della cappella non fu mai costruita; pregevole esempio del gotico maturo detto “stile bello” la parte inferiore è intatta, grazie al restauro concluso nel 2000. All'interno di un castello di piccole dimensioni è allestito il Museo delle arti minerarie, punto di partenza per la visita alla Miniera dell'asino, sfruttata fin dall'epoca medievale. Vicino a Kutná Hora sorgono Pardubice, località nota per il bel castello rinascimentale, e Sedlec, antico possedimento dell'ordine cistercense. La fondazione del convento cistercense nella vicina località di Sedlec nel 1142, primo convento dell'ordine in Boemia, contribuì allo sviluppo dei dintorni di Kutná Hora. Qui nel 1280 i monaci iniziarono costruzione della prima cattedrale, della Boemia, la chiesa dell'Assunzione o dell'Assunta.

Originariamente in stile gotico a cinque navate, con il restauro affidato nel 1700 al grande architetto del barocco ceco Johann Blasius Santini Aichel divenne un esempio di sintesi fra gotico e barocco e uno dei luoghi di culto artisticamente più interessanti di tutta la Boemia.