Era l'abitazione del rabbino Jisrael Pinkas, trasformata in sinagoga nel XVI secolo dagli Horowitz, una delle famiglie più facoltose della comunità ebraica, e interamente ricostruita nel 1625 dall'architetto Juda Goldschmied de Herz in stile tardorinascimentale. Gli scavi archeologici eseguiti al di sotto dell'edificio hanno riportato alla luce i resti di una costruzione romanica risalente all'XI secolo.

A metà del XX secolo nella sinagoga fu allestito il memoriale dei 77.297 ebrei di Boemia e di Moravia vittime del genocidio nazista nel campo di Terezín; negli anni Cinquanta le pareti furono ricoperte dai nomi degli scomparsi ma cancellati una ventina di anni dopo in seguito alla rottura delle relazioni diplomatiche fra Israele e Cecoslovacchia. Oggi il memoriale è stato ripristinato con l'esposizione dei disegni realizzati dai bambini reclusi nel campo di concentramento. Secondo la leggenda il rabbino Pinkas finanziò la costruzione della casa con le pepite trovate nel ventre di una scimmia che, appartenuta a un orafo, aveva imitato il gesto di mordere i pezzi d'oro per verificarne l'autenticità.