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Veduta di Praga

Risparmiata miracolosamente dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, la capitale della Repubblica Ceca, soprannominata ‘città delle cento torri o città d’oro, conserva quasi intatte le proprie bellezze artistiche e architettoniche, inserite all’interno di un paesaggio urbano che ha saputo evitare le stonature degli edifici moderni di altre capitali europee. E’ una delle più belle città al mondo. Le tracce storiche e artistiche tuttora visibili a Praga vanno dallo stile gotico al cubismo passando per il classicismo e il barocco.

Praga sorge sulle rive del fiume Moldava, che fin dai medioevo permise alla città di svilupparsi come importante snodo commerciale e che passando ben 16 ponti attraversa la capitale raggiungendo una larghezza massima di 300 m. La riva sinistra è caratterizzata da pendii e scarpate, quella destra da un declivio più dolce. Ai due lati del fiume dove la Moldava forma un’ampia ansa sorsero alla nascita della città due imponenti fortezze (Hrad): Hradcany sulla sommità di un piccolo rilievo posto sulla riva sinistra, e Vysehrad su uno sperone roccioso della riva destra. La prima delle due fortezze fu da subito la sede dei duchi di Boemia e più tardi dei re di Boemia, a partire dall’XI secolo.

Immediatamente a sud della fortezza si stende la zona di Malá Strana, la cosiddetta ‘parte piccola’, una delle zone cittadine di maggior fascino che si sviluppa sulla sponda sinistra della Moldava.Storicamente occupata da mercanti e artigiani di origine tedesca e interamente ricostruita in seguito a un incendio del 1541, fu ulteriormente ristrutturata nel secolo successivo dopo la guerra dei trent’anni (1618-48) e oggi è un quartiere residenziale immerso nel verde.Lungo la riva destra della Moldava sorge la parte vecchia di Praga, Staré Mèsto, con i suoi monumenti: le chiese di Tyn e di sant’Egidio, la torre del Ponte, la torre delle Polveri, la piazza Piccola, la piazza dei Crociati, il monastero di sant’Agnese.

In particolare è interessante visitare la chiesa di san Giacomo il cui nucleo originario in stile romanico risale al basso medioevo, ma che in un secondo momento fu profondamente rinnovata secondo lo stile gotico. L:interno, rifatto sull’impianto originario nel corso del X-VIII secolo in seguito a un incendio che lo danneggiò seriamente, presenta molti elementi barocchi analogamente alla facciata ricca di stucchi. Percorrendo la via Celetná, che un tempo conduceva al castello, è possibile osservare una serie di palazzi architettonicamente interessanti che spaziano dal barocco all’art nouveau e al cubismo.

Nelle vicinanze si erge l’antico municipio, una torre assurta nei secoli a simbolo della rivolta della nobiltà boema contro gli Asburgo dopo che nel 1618 ne furono defenestrati alcuni nobili austriaci; a ricordo dei rivoltosi uccisi furono poste al suolo 27 piccole croci. Della torre, quasi di- strutta dai tedeschi nel 1945, la sola parte originaria rimasta è la facciata con il celebre orologio astronomico: si tratta di un autentico capolavoro, il cui meccanismo originario risalente al X-V secolo apre ogni ora due finestre dalle quali escono statue di apostoli che si muovono insieme alle raffigurazioni della Morte, di un turco, un avaro e un vanitoso; uno squillo di tromba annuncia la fine della sequenza.Il quadrante azzurro, sopra il calendario con i dodici segni zodiacali, indica la posizione della luna e del sole. Nei primi anni del regno di Carlo IV, verso la metà del XIV secolo, la città era divisa in quattro zone principali: Hradcany, Vysehrad, Malá Strana e Staré Mèsto.

Il ponte Carlo che unisce i due versanti della città, sopra la Moldava, risale al XII secolo; originariamente in pietra, fu spazzato via da a una piena del fiume insieme ad altri ponti cittadini in legno. Nel 1357 Carlo IV diede inizio alla costruzione del ponte definitivo; in epoca successiva fu aggiunta una torre difensiva e a partire dall’epoca barocca fu progressivamente aggiunta una trentina di statue di santi ai lati del ponte. Alcuni piloni del ponte poggiano sull’isola di Kampa, un luogo pittoresco e ricco di fascino con mulini d’epoca, un tempo affollato dalle lavandaie e oggi meta privilegiata dei frequentatori di locali notturni.

Praga dall'alto

La chiesa di san Nicola (Svétabo Mikulás) è un elaborato capolavoro del barocco più virtuoso realizzato da architetti diversi fra il 1670 e il 1755 circa, con una maestosa cupola alta 70 m affrescata da una Trinità. Nové Mésto, la città nuova che funge da collegamento fra Staré Mésto e Vysehrad, in realtà risale a un progetto di ampliamento del XIV secolo quando la città divenne capitale del sacro romano impero e fu più volte rivisto fino alle ultime importanti modifiche effettuate in tempi recenti. Fra gli edifici che risalgono a tale periodo ricordiamo il teatro Nazionale, costruito in stile neorinascimentale con un arredo interno molto sfarzoso grazie al consistente contributo della popolazione.

Nel 1784 i diversi nuclei della città furono unificati a formare un’unica arca urbana. La città conserva il ghetto ebraico nel quartiere di Josefov completamente ristrutturato e rimodernato dopo la seconda guerra mondiale. Nonostante le persecuzioni e i periodi di abbandono offre ancora molte attrattive e un’atmosfera particolare, con le sue tante sinagoghe, il municipio e il cimitero. Quest’ultimo fu chiuso nel XVIII secolo e ospita migliaia di antiche lapidi diroccate, la più antica delle quali risale al 1439, con altrettante iscrizioni di grande interesse storico-culturale. Con la rivoluzione industriale del XIX secolo sorsero i nuovi quartieri popolari di Zizkov, Holesovice e Karlín, a nord-est del centro storico, mentre i ceti borghesi si stabilirono presso le zone collinari di Vinohrady, subito a est di Nové Mèsto, e di Bubenec, nel cuore di un’ampia ansa della Moldava.

In quanto ai mezzi di trasporto, dal 1974 Praga è dotata di una metropolitana, oggi su tre linee: la rossa che corre da nord a sud, la verde da nord-ovest a sud-est e la gialla da nord-est a sudovest. Il piccolo porto fluviale presso Holesovice soddisfa solo il traffico interno poiché fuori dalla capitale la Moldava non è navigabile. A Ruzyne, a nord-ovest della città, si trova l’aeroporto internazionale, dove decollano e atterrano i velivoli della compagnia aerea nazionale Czech Airlines, di una trentina di compagnie straniere e di una compagnia ceca low-cost.

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